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Nuove linee guida EBA in materia di concessione e monitoraggio del credito

Ecco perché anche i piccoli imprenditori dovrebbero conoscerle.

L’Evoluzione del rapporto banca-impresa


Il 30 giugno 2021 sono entrate in vigore le nuove “Guidelines on Loan and Monitoring” (LOM), redatte dall’European Banking Autority (EBA). Nell’ambito dell’analisi del rischio di credito del cliente, vengono formulate raccomandazioni alle banche per valutare le capacità attuali e future del cliente, con l’obiettivo finale di facilitare il monitoraggio proattivo della qualità del credito e l’individuazione tempestiva del deterioramento del credito. Le banche non valutano più il merito creditizio sulla base delle garanzie prestate, viste come extrema ratio per far fronte all’eventuale insolvenza dei creditori, ma su piani prospettici credibili e documentati che le aziende devono saper elaborare. Questo orientamento si associa al nuovo Codice della Crisi (entrato in vigore il 15/07/2022) nel sottolineare l’importanza per le aziende di migliorare la propria cultura finanziaria e implementare strutture organizzative adeguate. Cambia la “single customer view”, quindi maggiore attenzione alla gestione finanziaria e sostenibilità del debito, cambia il “forward looking”, quindi l’azienda deve mostrare la sana capacità di rimborso oltre che la finalità del debito che richiede.

Approccio Forward Looking: Accesso al credito


La sezione 5 del documento dell’Eba definisce le best practice da seguire nella fase di concessione del credito, ovvero è consigliata un’accurata raccolta delle informazioni necessarie ad una completa valutazione del merito del credito, oltre a dettare specifici requisiti per i prestiti a micro e piccole imprese e medie e grandi imprese, sia per prestiti garantiti che per quelli non garantiti:
a) Finalità del prestito, se pertinente per il tipo di prodotto;
b) Reddito e flusso di cassa;
c) Posizione e impegni finanziari, comprese le attività costituite in garanzie e le passività potenziali;
d) Modello di business e, se del caso, struttura aziendale;
e) Piani aziendali supportati da proiezioni finanziarie;
f) Garanzie reali (per i prestiti garantiti);
g) Altri fattori di attenuazione del rischio, come eventuali garanzie personali;
h) Documentazione legale specifica del tipo di prodotto”.

L’analisi degli scostamenti


Ricadrà in capo all’azienda la sensitivity analysis considerando eventi di mercato e stress test, infatti la banca non solo valuta il piano, ma vuole un piano stressato. Se il punto debole è l’incasso del cliente, lo stress test consentirà di aumentare ancor di più i tempi di incasso. Quindi l’azienda deve stressare i suoi punti deboli per capire se ha comunque una sostenibilità finanziaria. L’analisi prospettica dovrà servire anche a valutare il futuro rispetto di eventuali accordi da parte dell’azienda e se tale analisi si rivela inaffidabile, gli istituti bancari dovranno effettuare le proprie previsioni sulla condizione finanziaria dell’impresa, e nel caso utilizzarle per mettere in discussione le proiezioni fornite da quest’ultima. La fase di monitoraggio, che partirà dal 30/06/2024, richiederà agli istituti bancari di disporre di un framework di monitoraggio e un’infrastruttura di dati adeguata, per garantire che le informazioni relative alle loro esposizioni al rischio di credito, ai clienti e alle garanzie reali siano pertinenti ed aggiornate, e che le segnalazioni esterne siano affidabili, complete, aggiornate e tempestive. Gli enti esamineranno periodicamente il merito creditizio dell’azienda allo scopo di identificare eventuali cambiamenti nel suo profilo di rischio, nella loro posizione finanziaria, o nel loro merito creditizio rispetto ai criteri e alla valutazione effettuata al momento della concessione del prestito, nonché rivedere e aggiornare eventuali rating/credit scoring interni. Monitoreranno il rispetto delle clausole restrittive concordate nei contratti di credito; queste clausole sono come strumenti di preallerta, e il loro monitoraggio continuo dovrebbe includere tutti i coefficienti rilevanti specificati al loro interno (ad esempio, debito netto/EBITDA, rapporto di copertura degli interessi, rapporto di copertura del servizio del debito (DSCR)). Ci saranno diversi segnali di deterioramento della qualità del credito, tra i quali si riscontrano:
• Eventi macroeconomici avversi
• Variazioni sfavorevoli della posizione finanziaria, come un aumento significativo del livello di indebitamento
• Calo significativo del fatturato
• Significativa riduzione dei margini operativi o dell’utile di esercizio
• Scostamento significativo degli utili effettivi rispetto alle previsioni.
L’analisi di scostamento dovrebbe essere fatta costantemente in quanto è un controllo aziendale, quindi nel momento in cui la banca lo richiederà l’azienda dovrà essere pronta ad esporre una reportistica già svolta.

Attività di pianificazione, risk management e controllo


La cosiddetta pianificazione forward looking, letteralmente una pianificazione che guarda e cerca di prevedere gli sviluppi futuri, è senza dubbio un elemento organizzativo prioritario per le aziende al fine di guidare le scelte gestionali, soprattutto nel contesto dell’attuale incertezza del mercato determinata da Covid-19, in cui anche nei confronti degli enti finanziatori è importante comunicare in modo efficace e realistico le dinamiche attese piuttosto che quelle passate. I flussi informativi prospettici indicati dalle nuove linee guida EBA vanno nella stessa direzione dell’articolo 2086 c.c. che obbliga l’imprenditore ad istituire un adeguato “assetto organizzativo amministrativo e contabile” onde rilevare tempestivamente segnali della crisi d’impresa e della perdita della sua continuità aziendale.

Il fatto che la lettura della sostenibilità aziendale sia sempre di più oggetto di un linguaggio comune ed omogeneo di banche ed autorità è testimoniato anche dagli indicatori proposti, fra cui il Debt Service Coverage Ratio. Tale indicatore, che verifica la capacità prospettica dei flussi positivi di coprire le uscite monetarie, già ampiamente utilizzato in ambito bancario, è stato previsto anche dal Codice della Crisi come elemento prioritario nel determinare ipotesi ragionevoli su uno stato di crisi.

Per chi vuole fare impresa, la strada sembra chiara: diventa prioritario potenziare cultura e strumentazioni per la pianificazione ed il controllo; allo stesso tempo assume importanza la capacità di comunicare, internamente ed esternamente, i risultati conseguiti e gli obiettivi posti anche in relazione alla propria lettura delle dinamiche di mercato.

Ridurre l’asimmetria informativa nei confronti delle controparti bancarie dovrebbe diventare un obiettivo per l’imprenditore: la comprensione delle logiche bancarie e degli obblighi organizzativi interni imposti dalla normativa impongono agli imprenditori di essere preparati e ancor meglio di fornire alle banche in modo proattivo le informazioni necessarie per valutare il merito creditizio come indicato dalle stesse linee guida EBA.

Ci si aspetta poi che la Banca possa evolvere al ruolo di vero partner finanziario, in grado di interagire con gli imprenditori e supportarli nella strutturazione delle operazioni al fine di costruire soluzioni sostenibili e lungimiranti basate sulle effettive capacità finanziarie, cercando così di evitare ex ante situazioni di sovraindebitamento che distruggerebbero valore nel tempo.

L’importanza del Business Plan nel rapporto banca-impresa


Appare evidente che l’impresa si deve dotare, in modo accurato ed affidabile ma allo stesso tempo efficace, di strumenti che le permettano di verificare in modo costante, almeno trimestralmente, il proprio equilibrio economico-finanziario e di pianificare la sostenibilità prospettica di breve e lungo termine anche alla luce dei piani di crescita.

L’analisi di bilancio rimane un pilastro dell’analisi del merito creditizio di un’impresa (non dimentichiamo che incide molto sui rating assegnati alle aziende) ma, con le nuove linee guida, l’analisi della sostenibilità prospettica del debito diventa imprescindibile.

Questo documento che anche le imprese di piccole dimensioni dovranno iniziare a produrre è il c.d. Business Plan.

Le linee guida EBA richiedono agli imprenditori, anche ai piccoli, di acquisire una nuova consapevolezza, trattandosi di un vero e proprio passaggio culturale nel quale sarà loro richiesto un approccio programmatico e di pianificazione quotidiana.

Sarà necessario per l’imprenditore in funzione degli obiettivi nello sviluppo della propria impresa acquisisca le seguenti competenze:
• sintetizzare il tutto in un documento che riconduca gli obiettivi a delle proiezioni economiche, patrimoniali ma soprattutto finanziarie;
• utilizzare gli strumenti del Business Plan e del Budget per la pianificazione e il monitoraggio della propria attività.

Sia le linee guida EBA che il codice della crisi d’impresa convergono nel cambiare impostazione in azienda, nel far sì che i responsabili aziendali siano orientati ad un cambiamento di governance, ad un’ottica quindi di forward looking.

Molte aziende tuttavia non sono ancora pronte a rispondere rapidamente alle richieste degli istituti di credito, e forniscono alle banche solo informazioni e documenti richiesti, mancano cioè di proattività.

Sono infatti poche le aziende che comunicano periodicamente i dati economico-finanziari storici e prospettici agli istituti di credito. La pianificazione deve quindi entrare nella quotidianità dell’imprenditore quale strumento necessario ad avere una visione strategica per un nuovo approccio di impresa.